<Associazione Piero Nincheri>    
< OPERE SACRE >

Le Opere Sacre

Parrocchia Maria Immacolata

Chiesa Parrocchiale "Maria Immacolata"
Piazza San Francesco, 40
50019 Sesto Fiorentino (FI)




"Maria Immacolata"


RESURREZIONE, 1996
Olio su tela, 150x345

Benedetto e posto alla venerazione
dei fedeli

L'opera è visitabile.


CRISTO UOMO DEI NOSTRI GIORNI

"Gesù le disse: -Maria!-. Essa allora, voltatasi verso di lui, gli disse in ebraico: -Rabbunì-, che significa Maestro! Gesù le disse: -Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va' dai miei fratelli e di' loro: Io salgo al Padre mio e Padre Vostro, Dio mio e Dio Vostro-. Maria di Magdala andò subito ad annunziare ai discepoli: -Ho visto il Signore- e anche ciò che le aveva detto." (Gv. 20,/6-/8)

Forse basterebbero solo queste poche parole per "raccontare" questa splendida tela di Piero Nincheri. Di fronte a questa opera non dovremo meravigliarci se ci accadrà di "sentire" il muto colloquio che intercorre tra il Cristo e la Maddelena: un Cristo giovanissimo quasi adolescente (che proprio per questa sua giovinezza ci riporta alla mente Michelangelo con la sua incomparabile Pietà), rannicchiata ai suoi piedi la donna, anche lei giovanissima, col volto così attonito dallo stupore, tanto da sembrare inespressivo, tiene tra le mani una, ormai inutile, coppa dorata con gli aromi e gli oli profumati. Completano il dipinto altri "particolari" che hanno una enorme rilevanza nella lettura della significatività della scena solo in apparenza semplice o semplicistica. Ce ne da un chiaro esempio la stretta porta del sepolcro marmoreo che fa da sfondo alla figura di Gesù, da essa, infatti si può intravedere il buio, quasi una oscurità primordiale, le fitte tenebre del male, della morte, della disperazione di chi non conosce o rifiuta la luce della fede. E troviamo ancora il linguaggio simbolico delle immagini di cui il Nincheri si è servito con eccellente maestria e una sensibilità profonda per dire e per condividere con gli altri la "sua" resurrezione, la "sua" luce trascendente che illumina e consola: in basso a destra una lucertola, un uccello della notte e un piccolo serpente, stanno a significare la tentazione, il peccato, il potere del maligno, sconfitti da una nuova alba trionfante che non conoscerà tramonti. Un ciuffo di rose con dei petali sparsi per terra simboleggia, infine, il sangue versato sulla croce, sangue che non appare se non per le piccole ferite sulla mano e sul costato del Signore. Non a caso: discreto appare il dolore, c'è ma non si mostra, è ormai superato, è alle spalle, è passato, ora è giunto il momento di gioire, di far festa, di guardare ad un nuovo futuro, ad una nuova vita, quella eterna.
Chi conosce già le opere senza tempo di Piero Nincheri sa che è stato definito come l'uomo che cattura il sogno, il pittore che attraverso il suo pennello raffinato sa regalare potenti emozioni e non si meravigli se in questa occasione dove forse maggiormente gli sarebbe stato concesso spazio ad una fantasia onirica, a visioni inconsuete e mistiche, lui, con la saggezza dell’artista che "sa", che vede "oltre", ha scelto questa volta di farsi dominare dalla realtà. Ed ha avuto pienamente ragione perché, a nostro parere, mai come in questa rappresentazione della resurrezione appare la vittoria della Luce, del Bene sul Male. L'essere riuscito a donare al Cristo quell’umanità che lo avvicina a tutti noi, alle nostre miserie, alle nostre paure, ai nostri dubbi, ai nostri problemi quotidiani, ha sortito l'effetto benefico e coinvolgente di una preghiera lungimirante che ci insegna ad amarLo non solo come Dio, ma come fratello, come amico, come compagno di viaggio, come Uomo dei nostri giorni.

Alessandra Bruscagli



Parrocchia S.Croce a Quinto

Parrocchia "Santa Croce a Quinto"
Via Gramsci,691
50019 Sesto Fiorentino (FI)
Tel. 055442753 / 055448784







"Santa Croce a Quinto"


MARIA MADRE DI GESU', 1990
Olio su tela, 195x195

Inaugurazione avvenuta il 1° ottobre 1990
Consacrata da Sua Eminenza Cardinale Piovanelli

L'opera è visitabile.


Un ringraziamento va espresso a Don Mario Usubelli per la collaborazione dataci nonchè il suo consenso per la divulgazione di un'opera d'arte di inestimabile valore artistico


LA NUOVA IMMAGINE DELLA MADONNA

La novità che quest’anno, nel terzo anniversario della Dedicazione della nostra nuova chiesa (l’anno scorso fu la volta delle campane), troveremo esposta e riceverà la Benedizione del Vescovo, sarà, secondo l’espresso desiderio di tanta nostra popolazione, l’effige della Beata Vergine Maria madre di Gesù e madre nostra, che sarà collocata in simmetria con la Croce regalataci dal Papa.
Sta bene che ne facciamo un cenno di presentazione lasciando poi al gusto popolare e a quello dei critici d’arte il diritto di commentare la riuscita dell’opera, mentre a tutti ricordiamo il dovere di onorare questa immagine che ha lo scopo di promuovere la venerazione autentica e non il puro devozionalismo alla collaboratrice più stretta dell’opera redentrice di Cristo.
Commissionata al pittore Piero Nincheri di Sesto Fiorentino già noto per opere di indubbio valore artistico, la tela dipinta in olio misura m. 1,95 x 1,95; presenta “Maria madre di Gesù”, un titolo che, scelto fra i tanti possibili (Immacolata, Addolorata, Sposa dello Spirito Santo, Assunta, ecc.} ha avuto la priorità perché è il più antico (cfr. i Vangeli), è la ragione di tutti i suoi atteggiamenti e privilegi, evidenzia la “tenerezza materna”, l’istintività e la purezza dell’amore in un mondo “triste” che tende a svalutare la maternità, fino a farne una pura scelta di calcolo e a banalizzare l’amore.
La tela presenta: Maria al centro che regge il bambino; sullo sfondo, a destra di chi guarda, il richiamo della Madonna del Piano (conosciuta a Sesto), la colomba e gli ulivi; sulla sinistra le colline fiorentine e i tralci di vite, simboli di quella pace, unità e concordia che i nostri sforzi non riusciranno mai a realizzare nell’ambito sogno di “fare comunità” se Lei, la Madre di Gesù e Madre nostra, non ce ne darà la forza e non ci donerà quel suo stesso Figlio: Cristo, che è la vera e unica fonte di pace per tutti i nostri cuori.
Io oso sperare che non rimanga soltanto un’opera decorativa, ma il punto di riferimento di una soda devozione a Maria che ci porta a Cristo, mediante la sua intercessione sollecitata dalla nostra umile ma fiduciosa preghiera di figli.

Don Mario Usubelli


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